Spice Girls, la reunion e Victoria Beckham sembrano non andare assolutamente d’accordo: l’ex Posh è disposta a mettere di mezzo anche gli avvocati. E trattandosi di una delle donne più ricche d’Inghilterra, non è una minaccia da sottovalutare.

Ma iniziamo da capo: le Spice sono state l’ultima -l’unica?- girl band del pop internazionale, dopo i ruggenti anni ’90 si sono sciolte e hanno scelto strade diverse, tentando la carriera solista e riuscendoci con alterne fortune. Anche loro, come altre band anni ’90, si sono poi fatte prendere dalla smania della reunion, certe di avere ancora un pubblico adorante disposto a pagare per vederle di nuovo insieme.

La prima reunion è del 2007, con un tour mondiale: nel 2012 la band si esibisce di nuovo, al gran completo, per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Nel 2016 tre delle Spice, Geri Halliwell, Mel B. e Emma Bunton, annunciano di aver creato un trio dal nome GEM – Spice Girls e di essere al lavoro su un nuovo album, anticipato dal singolo “Song for her”.

Peccato però che Victoria Beckham, forse la Spice meno talentuosa ma più famosa (lei stessa ammise di aver cantato per anni in playback) abbia deciso di mettersi di traverso anche al progetto reunion delle sue ex colleghe: non vuole che le tre Spice restanti portino in tour le vecchie canzoni del gruppo -di cui anche lei detiene i diritti- insieme a nuovi pezzi. Il motivo? La commistione potrebbe ledere l’immagine del gruppo originale e quindi anche la sua. Tradotto, Posh Spice pensa che i nuovi pezzi non sarebbero mai all’altezza dei vecchi e che il tutto diventerà un pout pourri in grado di rovinare la reputazione di pop star guadagnata in tanti anni di coreografie e playback.

La minaccia della Beckham, impedire per vie legali il nuovo tour delle Spice, al momento sta sortendo gli effetti desiderati: la reunion delle Spice Girls è rimandata a data da destinarsi.