Moreno: ‘Slogan, un album di cuore’

“Ho la coscienza pulita per questo mio progetto. Più che un disco di platino o un disco d’oro è un disco di cuore. Credo che questo arriverà anche all’ascoltatore”.

È con queste parole che Moreno ci presenta Slogan, il suo terzo album in studio in uscita il 2 settembre prodotto interamente da Big Fish e anticipato dal singolo Un giorno di festa.

Un progetto frutto soprattutto di una crescita e di una maturità che Moreno ci rivela essere sia personale che artistica e che si rispecchia nella consapevolezza di dover bilanciare i diversi piani su cui viaggia il mondo della discografia, caratterizzato non soltanto (purtroppo) di sola musica.

“Sono diventato popolare grazie ad Amici – confessa Moreno durante l’incontro con la stampa – e a volte a questo riguardo c’è pregiudizio. Penso alla fine di essere sia un prodotto che un cantante e credo che le due cose debbano andare di pari passo. Non ne sono dispiaciuto, ne sono consapevole”.

Se proprio Moreno dovesse definirsi, opterebbe per la ‘dicitura’ “cantante di musica rap” (“Sempre che i cantanti non si offendano” precisa sorridendo), ma la verità è che il ‘rapper’ risulta molto cosciente del proprio status, tanto da giocarci con ironia nell’album, come il titolo Slogan riassume perfettamente.

“Ho scelto questo titolo per seguire il filone dei miei due album precedenti, Stecca e Incredibile” commenta Moreno, che poi ai nostri microfoni – a proposito del linguaggio dissacrante di alcuni brani – precisa: “Io sono così anche nella vita. Non sono un picchiatore, credo che con la violenza non si ottenga nulla, per cui sono abituato a far male con le parole. È un’arma che posso utilizzare a doppio taglio, sia per dire cose molto belle sia per far arrivare un concetto senza straparlare con parolacce e bestemmie”.

Nell’album spicca un unico featuring – non casuale – con Deborah Iurato, che vinse Amici nell’edizione in cui Moreno era stato ‘promosso’ al ruolo di coach: insieme i due cantano Lasciami andare, una scelta precisa da parte del rapper di ridurre le collaborazioni all’essenziale e a quelle, in un certo senso, dovute. Se i featuring sono stati ridotti all’osso, non si può dire altrettanto delle collaborazioni in studio, tra cui emergono nomi come quello di Emiliano Pepe, Zibba e Francesca Abbate: “Vengo dal mondo del rap, e queste persone mi hanno aiutato ad aprire l’orecchio e le note, a sentire la musica in modo diverso. – ci spiega Moreno – Sono cantautori, io ho semplicemente mostrato loro il mio lavoro e mi hanno aiutato a dare vita a qualcosa che c’era, ma che aveva bisogno di un consiglio”.