È scomparso a 62 anni Lou Pearlman, manager statunitense a cui si deve la nascita e il successo di molte boyband degli anni ’90, tra cui spiccano Backstreet Boys NSYNC. La vita di Pearlman non era stata, tuttavia, solo rose e fiori: il fondatore dell’etichetta Trans Continental Records stava infatti scontando una pena di 25 anni di prigione per truffa, dopo che nel 2006 si scoprì che con uno schema di Ponzi aveva rubato circa 300 milioni di dollari a investitori e banche. Pearlman è dunque morto in carcere venerdì 19 agosto, a causa di un ictus, come riportato dal sito ufficiale del Federal Bureau of Prisons, che ha tardato a ufficializzare la morte del manager, probabilmente perché inizialmente le cause del decesso erano incerte. Come sottolineano i siti e le riviste statunitensi, Pearlman aveva già sofferto per un infarto nel 2010, nel periodo in cui già si trovava in carcere.

Sebbene molte boyband debbano a Pearlman l’effettiva notorietà, i rapporti tra il manager e i membri dei Backstreet Boys e degli NSYNC non erano idilliaci, soprattutto quando sono iniziati i problemi legali di Pearlman: entrambi i gruppi lo denunciarono infatti per frode e dichiarazioni false (Brian Littrel dei Backstreet Boys assunse un avvocato per indagare sul fatto che la band guadagnava decisamente meno dell’etichetta discografica).

Nonostante ciò, alcuni ex membri degli NSYNC e di altre boyband fondate da Pearlman hanno ricordato il loro ex ‘mentore’ su Twitter.

“Forse non era un perfetto impresario – ha twittato Lance Bass – ma senza di lui oggi non starei facendo ciò che amo”.

“Spero che trovi un po’ di pace – ha scritto invece Justin Timberlake – Dio ti benedica e riposa in pace, Lou Pearlman”.

“Provo emozioni contrastanti in questo momento – ha twittato Chris Kirkpatrick – ma riposa in pace Lou Pearlman”, mentre Aaron Carter ha commentato: “Lou Pearlman, il mio vecchio manager, è morto in pigione. Rip Lou, non eri il miglior impresario – per niente – ma mi ha scoperto. Il karma esiste”.